Quasi tutti i consigli sul camminare riguardano il dove. Quale giro, quale quartiere, quale strada nuova.
Il fattore che pesa di più, però, non è quale strada scegli. Sono i giorni in cui non esci affatto. E la ragione più comune per non uscire è banale: piove.
Bologna ha risolto la cosa nel Seicento.
I numeri
Bologna ha 62 chilometri di portici in tutta l'area urbana, di cui circa 40 dentro le mura. Nel 2021 l'UNESCO li ha iscritti nel Patrimonio dell'Umanità, scegliendo dodici tratti rappresentativi tra centro e periferia.
Il più lungo è quello di San Luca: 3.796 metri, 666 arcate, 489 gradini e circa 300 metri di dislivello, da Porta Saragozza al santuario sul Colle della Guardia, con quindici cappelle lungo il percorso. Costruito tra il 1674 e il 1721, è il portico più lungo del mondo, e nasce esattamente per il motivo di cui parla questo articolo: riparare chi andava a piedi in processione.
Perché questo conta più di un itinerario
Un portico non cambia il percorso. Cambia la frequenza.
Facciamo il conto. Se esci a camminare cinque giorni su sette e la pioggia te ne toglie uno a settimana, sono 52 giorni all'anno. Su una camminata da 5 km fanno 260 km non percorsi, e con una fascia di 30 metri sarebbero fino a 7,8 km² che non si sono mai aperti.
Quel numero è un massimo, non una previsione: vale solo se ognuno di quei chilometri fosse terreno nuovo, il che non succede mai. Ma anche prendendone un quarto, resta l'area di un quartiere intero, persa per il meteo.
Non è una perdita di forma fisica, quella si recupera. È terreno che non hai visto, e il terreno non torna indietro.
Il portico toglie proprio quella variabile. Non rende la camminata più bella: rende la decisione automatica, perché la domanda "esco o no" smette di dipendere dal cielo. Quaranta chilometri di percorso coperto dentro le mura significano che a Bologna la pioggia è un'informazione, non un ostacolo.
Il meccanismo, fuori da Bologna
Quasi nessuna città ha 62 km di portici. Ma quasi tutte hanno qualcosa che fa lo stesso lavoro, e di solito non viene mai pensato in questi termini.
Gallerie e passaggi coperti, mercati coperti, i portici dei centri storici del nord, i loggiati, le tettoie dei mercati settimanali, i sottopassi, e soprattutto gli alberi: un viale alberato in piena estate o sotto una pioggia leggera è un portico vegetale, e funziona.
Il criterio è uno solo: esiste, vicino a casa tua, un tratto di un chilometro o due che puoi fare con qualsiasi tempo? Se sì, quello è il tuo percorso di riserva, e serve nei giorni in cui altrimenti non usciresti.
Quattro modi di usarli
- Tieni un giro di riserva, non uno migliore. Il percorso coperto non deve essere il più bello. Deve essere quello che non richiede una decisione.
- Cambia il senso di marcia. Un portico si fa avanti e indietro molto più spesso di una strada, e l'andata e ritorno scopre metà del terreno. Meglio due tratti coperti diversi che lo stesso due volte.
- San Luca in discesa. Se capiti a Bologna: si sale con l'autobus fino al santuario e si scende per il portico. Sono 489 gradini che in salita sono una cosa seria e in discesa sono una passeggiata lunga.
- Usa gli alberi come dato. Nei mesi caldi il ragionamento si ribalta: il problema è il sole e non l'acqua, e il viale alberato è la stessa infrastruttura che risolve il problema opposto.
Cosa succede sulla mappa
Camminando si scopre una fascia larga circa 30 metri, quindici per lato, e questo vale allo stesso modo con il sole e con la pioggia.
Una mappa della nebbia rende visibile la cosa che questo articolo sostiene, cioè che il totale dipende dai giorni e non dalle giornate buone. Il principio è quello dei giochi di strategia: la mappa parte coperta e camminare dirada la nebbia intorno a te. È spiegato in la nebbia di guerra, ma vera, e Fogbreaker ne ricava una percentuale per quartiere con i Territori.
Le limitazioni, dette chiaramente
Sotto un portico il GPS peggiora. Questo articolo consiglia di camminare coperto e la cosa ha un costo diretto sulla mappa: sotto i voltoni il segnale rimbalza contro i muri e la traccia può risultare imprecisa o interrompersi. Sotto gli alberi succede in misura minore. È un limite dei dispositivi, non dell'applicazione, e vale la pena saperlo prima di guardare una traccia storta e pensare a un errore.
E camminare sotto la pioggia si può. Con una giacca decente non è un problema, ed è una delle cose per cui il consiglio vale più dell'attrezzatura: ne abbiamo scritto in camminare sotto la pioggia. Il portico è la soluzione per i giorni in cui non hai voglia di convincerti, che sono la maggioranza.
La nebbia si dirada solo all'aperto, con il GPS attivo. Fogbreaker è gratuito su iOS e Android. E se la tua città è verticale invece che coperta, le scorciatoie sono altre: le scale e le creuze.
